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Come Orientare l’Antenna Parabolica

Dovete orientare la vostra antenna parabolica nuova e non sapete come fare? State per chiamare un antennista? Fermi! Fate un bel respiro e leggete questa fantastica guida che insegna passo per passo come orientare correttamente la parabola per vedere i canali TV.

Acquistiamo la strumentazione
Per iniziare rechiamoci presso un negozio di elettronica ed acquistiamo un tester per il segnale satellitare della parabola. In commercio ce ne sono molti e i prezzi variano dai 5 € ai 30 €. Basterà anche acquistare quello più economico. Lo strumento deve essere uguale a quello nella foto.

Facciamo i collegamenti
Andiamo dietro al decoder satellitare, stacchiamo il cavo proveniente dalla parabola e colleghiamolo all’entrata “In” del tester per il segnale satellitare. Ora colleghiamo il tester con il decoder con un pezzo di cavo (uscita Out). Accendiamo il decoder per rendere operativo il tester.

Cerchiamo il satellite
Impostiamo la manopola del tester alla massima potenza e muoviamo la parabola fino a vedere la lancetta del tester alzarsi (potete farvi aiutare da un amico). Se il tester è dotato di emettitore sonoro sentirete un beep prolungato quando aggancerete il decoder. Agganciato il satellite ricolleghiamo il cavo originale al decoder e fissiamo la parabola. Semplice vero?

Come Progettare un Sito

Un sito web permette alle aziende di affermare la propria presenza in rete, aggiornare i clienti sulle attività aziendali e, in alcuni casi, creare un nuovo canale di business grazie all’attivazione della possibilità di effettuare vendite direttamente online.

Ma non è sempre semplice creare un sito web efficiente, che crei relazioni durature con gli utenti, legandoli strettamente all’azienda. Certo, tecnicamente è un’attività alla portata di tutti, e quelli che si possono vedere ogni giorno in rete ne sono l’esempio. Ma questi siti improvvisati, purtroppo, aggiungono ben poco valore all’immagine aziendale. Per realizzare un prodotto capace di generare valori positivi e di creare nuovi flussi di business, è indispensabile seguire le sei fasi che seguono.
La prima cosa da fare è analizzare quello che viene realizzato dalla concorrenza, stabilendo quali sono gli elementi efficaci e quali invece non lo sono. Fatti alcune domande:

La struttura, la grafica e i colori utilizzati e i testi che vedo, cosa mi comunicano, relativamente all’azienda a cui appartiene?
Questo sito mi permette di accedere facilmente alle informazioni di cui ho bisogno?
C’è motivo per cui debba tornare a visitarlo? Come ad esempio qualcosa che mi fa capire che alcune sezioni verranno periodicamente aggiornate? Conoscere quello che fanno gli altri ci permette, infatti, di capire meglio cosa vogliamo realizzare noi.
Una volta definiti il tono e lo scopo è necessario creare un bozzetto, anche con carta e penna, con lo schema delle pagine che ne faranno parte.

Schema generale
È la struttura dell’impianto web e ne fanno parte tutte le pagine che lo comporranno. È necessario, in questo caso, utilizzare uno schema basandosi sulla logica del visitatore. Solitamente i web designer utilizzano, nella progettazione, una struttura gerarchica in cui la prima pagina si trova in alto, da cui poi partono le pagine successive.
Schema delle pagine
In questo schema il contenuto deve essere diverso per le singole pagine, anche se è necessario impostare una struttura basica che sarà il modello per ogni pagina. Questo serve per assicurare ai visitatori una continuità visiva e di struttura che evita che si sentano disorientati nella navigazione. In questa fase è necessario individuare la posizione in cui andranno collocati i link che consentono di passare alle pagine successive, e decidere se si desidera utilizzare i colori, i font e gli stilismi grafici degli altri materiali di comunicazione utilizzati dalla comunicazione aziendale.
Dominio
Il dominio è, tecnicamente, l’indirizzo che va digitato nel browser per raggiungere un determinato sito. Per poter utilizzare un determinato indirizzo, però, prima è necessario verificare che sia disponibile e successivamente registrarlo. Nel caso in cui il dominio da te selezionato sia già in possesso di qualcuno, con il servizio Whois è possibile vedere chi ne ha la proprietà. Se in un prossimo futuro hai intenzione di mettere in rete un sito web, quindi, puoi già da ora registrare il dominio, di modo che non ti venga ‘rubato’ da altri.

Hosting
I siti e le pagine internet sono localizzati in specifici computer chiamati server, che rendono disponibili le pagine agli utenti che ne richiedano la navigazione via browser. Nel caso di aziende non molto grandi solitamente la cosa più conveniente è utilizzare un servizio di hosting a pagamento o affidarsi a un provider di servizi di rete per ospitare sui loro server il sito.
Questo perché i provider di spazi sono in grado di tenere sotto controllo, gestire e assicurare la sicurezza dei propri server, di modo che i siti che vi vengono ospitati siano sempre online e disponibili alla navigazione da parte degli utenti. Non è bello, infatti, che un utente incontri il messaggio ‘Impossibile visualizzare la pagina’ mentre cerca di accedere al tuo website. Nel caso in cui invece desideri creare una intranet, ossia una rete interna ad uso riservato di chi lavora in azienda, puoi tranquillamente ospitarla su uno dei computer aziendali.

Pubblicazione
Nel caso in cui tu abbia in mente di realizzare un ecommerce abilitato alla vendita con carta di credito, è meglio che ti metta nelle mani di un progettista web. Ma se ti senti audace e intraprendente, puoi anche provare a crearlo autonomamente, utilizzando un editor visuale (frequentare prima un corso non sarebbe male). Quando sarai ormai esperto nella creazione di siti, potrai anche aggiornarlo in tranquillità. Ma prima di pubblicarlo ufficialmente in rete, assicurati che funzioni provandolo con diversi browser.
Dopo essersi assicurati del perfetto funzionamento, arriva il momento di caricarlo sul server. Dopo questa operazione, potrai digitare l’indirizzo del tuo dominio e goderti, finalmente, il tuo sito online. Ma se desideri che abbia il successo che merita, è necessario che venga periodicamente aggiornato, per far in modo che nessuno pensi che la tua azienda non sia più attiva.

Come Fare un Reclamo Vodafone

Può capitare talvolta di trovarsi a fronteggiare dei problemi con il proprio operatore telefonico a causa di svariati motivi: bollette troppo alte ingiustificate o mancata ricezione delle bollette, promozioni che non sapevamo di aver attivato o disattivazione improvvisa delle stesse, addebiti eccessivi o cifre errate nei pagamenti, eccetera.

I disservizi possono essere molteplici.
Se il nostro caso è quello legato all’operatore Vodafone, come fare a sporgere un reclamo? In questo articolo ci occupiamo proprio di come fare reclamo alla Vodafone.

Quelli elencati in apertura sono solamente alcuni dei casi in cui, qualora non si sia riusciti a risolvere diversamente il problema (magari contattando il servizio clienti della Vodafone), è possibile inviare un reclamo.
Se inviamo il reclamo per scritto ecco come bisogna procedere. Per iniziare bisogna scaricare questo modulo dal sito Ireclami.com.
Una volta reperito tale documento è necessario compilarlo in ogni sua parte e procedere inserendo una descrizione delle motivazioni che spingono a sporgere un reclamo e quali sono le richieste avanzate. Naturalmente vengono richiesti anche altri dati, come quelli anagrafici e contrattuali del cliente.

Una volta che il modulo è stato compilato in ogni sua parte dove inviarle il tutto? Una volta stampato il formato cartaceo bisogna imbustarlo e inviarlo a Vodafone (insieme ad eventuali documenti che sono stati esplicitamente richiesti o che si vogliono allegare), con raccomandata o in alternativa via fax (procedendo la lettura della guida vi spieghiamo come fare), in modo da avere una conferma delle ricezione del ì reclamo da parte di Vodafone.
Se una delle vostre preoccupazioni è legata alla possibilità che il gestore stacchi la linea in pendenza di reclamo, si può stare tranquilli, poiché ciò non può succedere. Secondo la Carta Servizi il reclamo deve essere inviato a Vodafone all’indirizzo qui di seguito riportato

Vodafone Omnitel B.V.
Ufficio Reclami
Casella Postale 190
10015, Ivrea (TO)

Il numero fax di Vodafone per i reclami è: 800 034626reclamo-vodafone-fax
Una precisazione: pare che Vodafone, sebbene nella sua Carta Servizi abbia segnalato il numero di fax, abbia in realtà disattivato tale numerazione fax.

Prima di inviare con questo mezzo il vostro reclamo vi consigliamo di telefonare al Servizio Clienti per esserne certi, ed eventualmente cercare un altro metodo per inviare il tutto. Infatti per ogni informazione potete contattare il call-center al numero 190, numero che non comporta costi sia che si chiami da rete fissa che da telefono cellulare. Non usate questo sistema per effettuare il reclamo vero e proprio, in quanto questo metodo non vi consente di avere un’attestazione di ricezione del reclamo ed è dunque sconsigliabile.
Attenzione: il 190 è rivolto ai clienti residenziali. I clienti business devono contattare il call-center raggiungibile telefonando ad un altro numero, ossia il 42323.

Essendo una compagnia che si occupa sia di telefonia mobile che fissa, i reclami per entrambe le tipologie di linea possono essere inviati anche facendo riferimento al sito Vodafone.
Una volta sulla home page è necessario navigare all’interno del menu “Assistenza” per poter individuare gli indirizzi e numeri utili a cui inviare il proprio reclamo per segnalare il disservizio.
Da poco tempo la società ha cambiato la propria forma giuridica passando da N.V. (corrispondente in Olanda di società per azione) a B.V. (equiparabile alla nostra società a responsabilità limitata). Ciò implica che le intestazione sono cambiate da Vodafone Omnitel N.V. a “Vodafone Omnitel B.V.”

Nel caso in cui non vogliate inviare il reclamo via posta, ma direttamente via web, come dovete fare? Il cliente deve registrarsi al sito Vodafone ed inviare il reclamo adoperando l’apposita Area Cliente, premurandosi di applicare un’unica accortezza, ossia quella di salvare la schermata del reclamo stesso, così da avere una prova che attesti l’invio del reclamo.
Può essere utile avere come riferimento l’indirizzo mail relativo alla posta certificata, ossia vodafoneomnitel@pocert.vodafone.it

Per ogni eventualità qui di seguito vi indichiamo la sede legale dell’impresa Vodafone, ossia:
Vodafone Omnitel B.V.
Società del Gruppo Vodafone Group Plc.
Sede legale : Amsterdam – Olanda
Sede dell’amministrazione e gestionale: Via Jervis, 13 – 10015 Ivrea (TO) – Italia
Codice Fiscale e Iscrizione al Registro delle Imprese di Torino n. 93026890017

Cosa accade dopo aver inviato il reclamo? In linea di massima la Vodafone risponde entro 30 giorni dalla ricezione del reclamo.
Se la risposta non perviene oppure non soddisfa la domanda del cliente, allora si può procedere con la procedura di conciliazione, ossia un metodo rapido e gratuito per risolvere le controversie con gli operatori telefonici. Per avviare tale procedura è sufficiente contattare l’associazione nazionale dei consumatori, quando la procedura è stata avviata interverranno due conciliatori, uno dell’associazione per la tutela del cliente Vodafone che ha inviato il reclamo e uno peer la tutela e la rappresentanza di Vodafone.

Come Scegliere una Reflex a Formato Ridotto

La fotocamera reflex a formato ridotto può essere considerata come la sorella minore della macchina fotografica digitale full frame. Queste reflex montano un sensore più piccolo, solitamente un formato APS da 15,7×23,7mm , in altri casi un Quattro Terzi. Leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, e come scegliere il modello fotocamera reflex con sensore a formato ridotto in base a criteri di qualità, prezzo e corretta informazione per il consumatore.

Macchine fotografiche di questo genere appartengono solitamente alla fascia entry level, al più semiprofessionale (prosumer). Tuttavia non è raro trovare professionisti che preferiscono usare queste reflex al posto di quelle full frame. A sensore più piccolo, corrisponde un telaio più piccolo, generalmente più fragile e senza alcuna impermeabilizzazione. Questo non esclude però l’impiego di una formato ridotto per fotografie sportive o in zone climatiche complicate.

Il parco accessori dietro alle reflex formato ridotto è più modesto rispetto a quello per macchine “full frame”; difatti è possibile usare obiettivi progettati per reflex 24x36mm su quelle a formato ridotto. Tuttavia, a causa del sensore più piccolo, l’obiettivo sembrerà avere una focale maggiore rispetto a quella reale.

In generale, quando abbiamo a che fare con ingrandimenti la situazione non è un problema e, al contrario, può rappresentare un vantaggio: ad esempio un obiettivo con zoom da 70-200mm, montato su di una reflex con sensore APS-C, si trasforma in un teleobiettivo da 105-300mm.

Più problematica la situazione opposta, quando abbiamo a che fare con obiettivi grandangolari: in questo caso un obiettivo da 24mm, a causa del sensore ridotto, diventa un obiettivo da 32mm. Per rimediare a queste discrepanze, molte aziende hanno iniziato a produrre obiettivi per reflex a formato ridotto, specialmente obiettivi con focali corte, intorno ai 10 o 17 mm.

Recensione Tastiera Quick Fire Ultimate

Nel corso di questo articolo oltre a trattare la tastiera CM STORM QUICKFIRE ULTIMATE desidero proporvi una riflessione personale sul confronto tra tastiera meccanica e tastiera a membrana, per capire quale delle due tipologie convenga davvero.

Prima di addentrarsi nel confronto proviamo a inquadrare la differenza sostanziale tra le due tipologie di tastiera: in una tastiera a membrana e` presente sotto ogni tasto una superficie di gomma (la membrana) che quando premuta chiude un circuito e permette alla periferica di registrare e inviare l’input. Al contrario, il funzionamento di una testiera meccanica e` garantito da interruttori meccanici indipendenti con resistenza a pressione e corsa calibrati.

Visto che ho sempre posseduto tastiere a membrana mi sono chiesto se valesse davvero la pena spendere diverse decine di euro per l’acquisto di una tastiera meccanica. Così ho messo da parte 100€ e gli ho scommessi su una CM STORM QUICKFIRE ULTIMATE.

Ho scelto la QuickFire Ultimate per i seguenti motivi
La completa retroilluminazione
Tasti MX Brown che grazie al feedback tattile dovrebbero garantire il miglior compromesso tra esigenze gaming e comfort di scrittura. Per chi invece prediligesse prestazione gaming si consigliano tasti con switch MX Black o MX Red, mentre chi pretende la migliore soluzione per scrivere si troverà di certo più soddisfatto con dei tasti MX Blue, i quali oltre a un feedback tattile garantiscono anche un feedback acustico.
L’ultimo fattore che ci ha spinti ad acquistare questo modello di tastiera è stato determinato da un prezzo di acquisto non eccessivo, anche se abbiamo dovuto rinunciare alla presenza dei tasti macro. Tastiere retroilluminate e con macro arrivano a costare intorno ai 150€ a meno di particolari offerte.

VANTAGGI DI UNA MECCANICA
Vediamo adesso molto sinteticamente quali sono i vantaggi di una tastiera meccanica rispetto al suo corrispettivo a membrana:
Risposta della periferica più rapida e precisa. L’input viene inviato solo dopo due millimetri di corsa del tasto e non dopo la sua completa pressione come accade nelle tastiere a membrana.
E’ anche garantita la pressione di più tasti simultaneamente, le tastiere 6KRO garantiscono la pressione di 6 tasti simultaneamente, piu` che sufficienti se considerate che abbiamo solo 10 dita, mentre le NKRO permettono di premere quanti tasti si vogliono al medesimo istante.
Un tasto in una tastiera meccanica ritorna molto più velocemente in posizione dopo una pressione. Con un tasto cherry MX, sulla carta, bastano soli 5 ms tra due input consecutivi dello stesso tasto.
Complessivamente questi fattori dovrebbero garantire prestazioni notevolmente superiori sia in fase di scrittura sia in fase di gaming.

CARATTERISTICHE SPECIFICHE DI QUICKFIRE ULTIMATE
Vediamo adesso alcune caratteristiche che contraddistinguono la CM STORM ULTIMATE:
Cavo USB da 1.8 m rivestito in fibra sintetica e con collegamenti placcati in oro.
5 intensità e 3 modalità diverse di retroilluminazione. Si può quindi parlare di tastiera retroilluminata, un particolare tipo di tastiera spiegato nel dettaglio in questa guida su Tuttotastiera.com.
E’ NKRO (solo su Windows) o 6KRO su tutte le altre piattaforme.
Possibilità di disattivare il tasto Windows.
Sono presenti 7 pulsanti per accesso rapido alle funzioni multimediale.

Prima di trarre le dovute conclusioni precisiamo che abbiamo testato la QuickFire Ultimate per alcuni giorni così da potervi offrire un punto di vista quanto più attendibile possibile, tuttavia rimane difficile descrivere il passaggio da una tastiera a membrana a una tastiera meccanica perché nessuna affermazione che faremo può basarsi su parametri oggettivi ma quasi esclusivamente su osservazioni soggettive.

Per quanto mi riguarda il feeling con la nuova tastiera non è stato immediato per via dei tasti più piccoli rispetto alle tastiere che ho sempre usato. Solo dopo aver superato questa differenza ho potuto rendermi conto dell’estrema reattività degli switch MX Brown, della loro leggerezza alla pressione e del piacere che si ha a scrivere o giocare sfruttandoli. Dopo pochissimo esercizio ci si sentirà molto più rapidi in fase di battitura rispetto e molto difficilmente si vorrà tornare indietro a qualsiasi tastiera a membrana.

Altro fattore da non trascurare è la retroilluminazione. Anche se scrivo senza guardare la tastiera, di notte è sempre molto comodo avere ogni tasto ben visibile e sotto controllo, e questo vale a maggior ragione per quei tasti che si premono raramente.

E’ importante segnalare che la tastiera meccanica potrebbe non fare per voi se cercate una tastiera silenziosa. Per quanto il rumore di battitura non sia affatto fastidioso, anzi personalmente lo trovo molto piacevole (ricorda vagamente una vecchia macchina da scrivere), l’unico modo per non avvertirlo consiste nell’indossare un paio di cuffie e ascoltare della musica.

Concludendo è difficile dire se per una tastiera meccanica può valere la pena spendere 100 o più euro. La convenienza dipende esclusivamente dalle esigenze di ciascuno: se si scrive molto consiglierei una tastiera con tasti Cherry MX Brown o Blue senza ombra di dubbio ma se si è gamer “dilettanti” o utilizzatori occasionali del PC dedicherei la precedenza ad altre periferiche o altro hardware.

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